Dopo Juve e Napoli, è il turno questa volta della squadra che prima di tutte si è mossa per ridefinire il proprio assetto tattico, l'Inter.
Chi pensava che la squadra fosse riaffidata per la prossima stagione al mister Andrea Stramaccioni, ha dovuto ricredersi immediatamente. Dopo la fine del campionato di fatto, l'Inter ha deciso ufficialmente di cambiare rotta e virare sul mister più importante, dopo Conte, della Serie A italiana, Walter Mazzarri.
I motivi dell'incarico affidato al mister ex Napoli sono svariati; Dal fattore economico a quello di gestione della squadra. Di fatto l'Inter è in trattativa con il magnate indonesiano Thohir e per valorizzare il brand fin dalla panchina, serviva un allenatore importante anche a livello di risultati, e tra i disponibili, il nome Mazzarri era il più importante.
Ovviamente anche il fattore tecnico e "statistico" (dato relativo agli infortuni, disastroso quello dell'Inter, eccellente quello del Napoli, segno del grande lavoro dello staff del Mister di San Vincenzo) ha influito nella scelta del patron Moratti. Per l'Inter è giunto il tempo di rifondare fin dalle radici, e secondo le scelte dei dirigenti (Branca, Tronchetti Provera, Fassone e Moratti Jr.) l'uomo giusto è proprio Mazzarri, colui che è stato in grado di portare il Napoli in Champions per ben due anni dal 2009, con annessa vittoria della Coppa Italia della scorsa stagione.
Andiamo quindi ad ipotizzare come l'Inter potrebbe essere rifondata, seguendo le linee guida del modulo di Mazzarri, e tenendo presente che il budget può variare grazie appunto all'ingresso dei soci Indonesiani.
Nonostante la stagione sfortunata, la rosa interista può contare su un'ossatura di 7-8 elementi titolari validi, e da lì Mazzarri dovrà ripartire: Handanovic, Ranocchia, Campagnaro, Juan Jesus, Kovacic, Guarin, Palacio, Icardi. Tra i nomi citati spiccano due acquisti di Gennaio, ossia Campagnaro, pupillo di Mazzarri, ed Icardi, fortemente voluto dal Mister a Napoli come nuovo Cavani.
Campagnaro è stato un colpo intelligente, piazzato a zero e che di fatto porta esperienza e qualità, oltre che mentalità già "Mazzarriana" per quanto riguarda appunto l'interpretazione della difesa a tre; Icardi è stato un grandissimo colpo sottotraccia del d.t. Marco Branca, che già da Dicembre aveva definito contratto ed offerta intorno ai 15 mln di €.
A questi acquisti si aggiungono a parametro zero Marco Andreolli (guarda caso, pallino di Mazzarri fin dai tempi di Napoli...), il giovane talentino Laxalt (che sarà da valutare, se può essere disponibile da subito o se può andare in prestito), e Ruben Botta anch'essi a parametro zero, ma fermo per uno sfortunato infortunio ai box (per far capire la tipologia di giocatore, è molto simile a Lavezzi).
Indubbiamente mister Mazzarri imporrà già in sede di mercato le proprie idee che verteranno sul suo marchio di fabbrica, il 3-5-2.
Il mercato dell'Inter sarà anche un mercato mirato dovuto al nono posto della stagione conclusasi, e quindi al fatto che la squadra giocherà una volta a settimana; questo permette di sfoltire la rosa in modo da avere anche un buon ritorno economico da gestire poi per altri 3-4 elementi di primo livello.
Partiamo dai portieri: Handanovic è stato definito come punto fermo del mister, ed a meno di clamorose offerte (30 milioni di € dal Barcellona) il portiere sarà ancora a difendere i pali dell'Inter. Certo però, se dovesse essere venduto l'Inter potrebbe ripartire da Bardi, giovane di grandissime prospettive, che tanto bene ha fatto a Novara. La terna sarà composta da uno di questi due (Handanovic quasi sicuramente) con Carrizo (che può essere riconfermato data la scadenza di contratto con la Lazio nel prossimo Luglio) e Belec, con Castellazzi che di fatto potrebbe salutare (Uno tra lui e Carrizo sicuramente).
Il blocco difensivo ripartirà da Ranocchia, Juan Jesus, Campagnaro ed Andreolli; Oltre questi nomi comunque serve un difensore importante ed il crocevia è rappresentato da Samuel. Qualora dovesse restare rinnovando quindi per un altro anno, la squadra necessiterebbe di un solo elemento, indivituato in Moribo Diakitè, di facile acquisizione poiché in scadenza, con uno tra Pasa e Spendlhofer magari da aggregare in prima squadra e l'altro da mandare in prestito (anche se Mazzarri ama i calciatori "pronti" per cui potrebbero andare a maturare entrambi). Se invece Samuel dovesse decidere di tornare in Argentina, con le cessioni di Silvestre (sicuro partente) per una cifra intorno ai 5 milioni e Chivu (si risparmierebbero 2 Milioni di contratto), i soldi si potrebbero impiegare a nostro avviso sul miglior talento europeo in circolazione, Dragovic, che potrebbe essere strappato al Basilea per una cifra attorno gli 8 milioni; Indubbiamente si verrebbe a formare una difesa molto giovane, ma Campagnaro garantirebbe quell'esperienza che basta per gestire una difesa.
Il blocco dei centrocampisti lo dividiamo in due settori: esterni ed interni di centrocampo. Il gioco di Mazzarri, nonostante sfoci nelle incursioni centrali, ha bisogno di esterni di corsa capaci di allargare il campo in maniera da consentire maggiori soluzioni e spazi più ampi. Di fatto l'Inter si trova con un parco esterni di quattro giocatori: Nagatomo, Pereira, Schelotto, Jonathan, a cui si potrebbe aggiungere Obi, oggetto misterioso per via degli infortuni.
Nagatomo a parte, gli altri tre non hanno mai convinto a pieno per cui l'ideale sarebbe cedere almeno due di questi elementi, per poi tentare l'assalto ad almeno un esterno titolare. Pereira va valutato in quanto capitale e già voluto la scorsa estate da Mazzarri, ma potrebbe essere ceduto (il Monaco lo sta monitorando) per una cifra attorno i 9-10 milioni che quindi non comporterebbe una minusvalenza; Anche Schelotto potrebbe salutare (probabile destinazione Torino) e qui si dovrebbe cercare di incassare 4 milioni o magari un prestito compartecipativo con diritto di riscatto in modo da avere la possibilità di incassare qualcosa in più nel prossimo futuro. Nonostante sia stato il più denigrato, Jonathan ha dimostrato di poter essere un discreto ripiego, e di fatto, non avendo mercato, può rientrare nella squadra di Mazzarri.
Da valutare sarà Obi, non per le qualità quanto per la tenuta fisica. Il nigeriano può ricoprire il ruolo di interno di corsa, come il ruolo di esterno di fascia ad ottimi livelli, e potrebbe essere un buon giocatore utile a Mazzarri. Qualora però non dovesse dare garanzie fisiche, potrebbe andare in prestito per recuperare ritmo e convinzioni. Quindi si punterebbe subito su Zuniga, che rappresenterebbe un colpo a basso costo poiché in scadenza, ed uno tra Isla e Basta. Entrambri con una cifra attorno i 7 milioni (buona parte dei soldi di Pereira) potrebbero essere portati a casa, per cui starà a Mazzarri scegliere, e probabilmente la scelta ricadrà su Zuniga, suo fedelissimo. Con Zuniga portato a casa, la squadra potrebbe contare su Nagatomo, Zuniga, Jonathan ed Obi o Isla, che potrebbe essere preso sfruttando il cartellino di Faraoni ed i buoni rapporti con l'Udinese.
I centrali invece sicuramente vedranno la riconferma di Kovacic fuoriclasse croato e faro della squadra da cui ripartire per costruire un'Inter vincente, Guarin e Cambiasso. A questi aggiungiamo Duncan, interno di corsa che merita spazio in prima squadra, e Kuzmanovic, che con un'adeguata preparazione, può rappresentare una valida alternativa agli interni. A questi cinque elementi si dovrà aggiungere un mediano di forza e qualità che farà da faro al centrocampo e permetterà a Guarin di fare il trequartista ed a Kovacic di poter giocare da mezzala pura. L'ideale sarebbe lasciar andare Mudingayi, Gargano e riparmiare 5 milioni, lasciar andare Stankovic, immenso fuoriclasse ma al termine della carriera, risparmiando così una cifra attorno ai 3 milioni, e poter spendere quindi una somma importante per un centrocampista di livello. Difficile Paulinho, così come Kondogbia (corteggiato dal Real Madrid)- L'ideale sarebbe prendere Fernando dal Porto, forte fisicamente, grande recuperatore di palloni, per 7,5 milioni, sfruttando la scadenza di contratto, o fare uno sforzo maggiore e per 15 milioni portare Nainggolan, dotato di più corsa, a Milano. Teniamo fuori volutamente capitan Zanetti da ogni discorso di squadra per via dell'infortunio che lo terrà fuori almeno fino a Dicembre.
Per concludere il mercato a centrocampo, il prestito di Benassi a qualche squadra minore, garantirebbe minutaggio importante al ragazzo e quindi meno problemi di scelta al mister.
Il parco attaccanti, per concludere, è da valutare attentamente: Milito tornerà per Gennaio, così come Ruben Botta comunque giocatore da testare in A, e quindi sarebbe più giusto pensare ad un prestito utile al ritorno in campo ad alto ritmo da Gennaio in poi. Tolti gli infortuni restano Icardi, Palacio, Cassano, Longo, Alvarez.
Icardi sarà la punta titolare cui graverà il peso dell'attacco interista; Palacio è un giocatore imprescindibile e sarà lui il centravanti tuttofare dell'Inter; Longo può restare come alternativa ad Icardi nell'attesa di Milito o andare in prestito qualora dovesse arrivare una prima punta di movimento (Belfodil per un totale di 10 milioni, cifra trattabile con qualche prestito di calciatori giovani); Cassano resta un dubbio ma non ci meraviglierebbe vederlo ancora un anno in nerazzurro; Alvarez può partire per una cifra attorno gli 10 milioni, o restare come "vice Guarin" in partite dove il Mister gradirebbe un trequartista puro.
A nostro avviso però l'investitore indonesiano potrebbe garantire un colpo importante che rilancerebbe l'Inter anche in termini di "appeal", ed il colpo Lavezzi a 20 milioni o Gomez a 15, non ci meraviglierebbe.
In definitiva dunque, dovessimo proporre una rosa alla dirigenza Nerazzurra, sarebbe così schierata nel 3-5-2:
Handanovic; Campagnaro, Dragovic, Juan Jesus; Isla, Guarin, Fernando (Nainggolan), Kovacic, Zuniga; Palacio, Gomez (Lavezzi).
A disposizione: Carrizo, Belec; Ranocchia, Andreolli, Diakitè; Jonathan, Duncan, Cambiasso, Kuzmanovic, Nagatomo, Zanetti, Laxalt; Longo, Milito, Cassano, Icardi.
La squadra qui descritta non creerebbe discrepanza tra le entrate e le uscite, considerando anche le cessioni illustri che di fatto portano all'abbassamento del monte ingaggi; In più, considerando l'ingresso quasi certo dell'investitore Thohir, non è impensabile un colpo per ridare importanza al "brand" Inter, data anche la necessità di tornare nell'Europa che conta.
Ernesto D'Ambrosio

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